Trent’anni di un avvenire

Un racconto emozionante, che canta la vittoria di tutti coloro che riescono a credere in loro stessi perseverando in una continua crescita umana e professionale. Un documento umano sui processi economici di una società in rapida trasformazione ma anche una riflessione attenta e profonda sulla natura della leadership in un libro unico nel suo genere.

Presentato in anteprima alla XXVI edizione del Salone del Libro di Torino, Trent’anni di un avvenire è l’opera prima di Bruno Vettore. Non è un’auto-celebrazione di un personaggio pubblico  manifesto di un Made in Italy vincente, piuttosto si propone come un’eredità, una legacy in progress, la cui condivisione arriva,  non a caso, in occasione dei trent’anni di carriera professionale dell’autore e non prima.

Il libro è un’autobiografia che ammicca al saggio tematico quando apre finestra, nel suo corpo centrale, al tema della Leadership, che l’autore declina in otto pilastri fondamentali con rara ironia e unicità nel descrivere i tratti distintivi dell’antitesi “non-Leadership”: modello da comprendere per poter essere eluso, quando non vanificato, limitando gli errori e i fattori negativi che degenerano le sinergie di un gruppo.

Quale che sia la singolarità considerata – “Il capitano di una squadra di calcio, il riferimento naturale di un gruppo di amici, il genitore, sono solo alcune delle declinazioni possibili di una leadership, fino ai grandi gruppi aziendali” oppure ad eventi leader come il Salone del Libro – un leader ha il dovere e il privilegio di tutelare il suo naturale gruppo di riferimento consapevole che ..

Vincere nella vita non significa puntare sulla sconfitta di qualcuno o qualcosa, non lasciare macerie dietro di sé, vincere significa costruire e andare avanti

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